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ANIPA newsletter luglio 2026

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Intelligenza Artificiale = Ignoranza Reale (3° Parte)

Intelligenza Artificiale

Proseguono sotto le riflessioni precedenti di:

 "Intelligenza Artificiale = Ignoranza Reale (1° Parte)";

 "Intelligenza Artificiale = Ignoranza Reale (2° Parte)"

con la terza parte.

In questi ultimi mesi, si è accesa una luce critica nei confronti della AI in contrasto agli articoli osannanti al miracolo della computerizzazione che avrebbe reso inutile “l’umano”.
Sono voci ancora flebili e non riportate e rimbalzate tra i vari media probabilmente perché non ne capiscono neanche il tema di base, ma molto probabilmente perché dal punto di vista di chi sostiene la IA a spada tratta, chi si oppone alla vulgata è sempre un negazionista, dei grandi benefici della IA in questo specifico caso.
Fissato il punto cruciale che ogni IA in realtà è un coacervo di istruzioni e di vincoli introdotti dai team che concorrono allo sviluppo di quella specifica IA, è da focalizzare l’attenzione anche su come questa AI viene “addestrata” e su quale mole di dati, documenti, immagini ecc. presi da quali fonti e scritte in quali lingue.
Soprattutto la domanda è: censurando quanta e quale parte dell’informazione, oscurando o modificando quanta e quale parte dell’immagine, del filmato, ecc. La esperienza di questi ultimi tempi - che hanno visto anche politici coinvolti in filmati “creati” ad hoc dalla IA e di cui i soggetti hanno rinnegato il contenuto e minacciato azioni legali - apre solo un piccolo spiraglio sul fatto che una IA può rispondere a comandi “malevoli” senza che i diretti interessati possano difendersi se non a posteriori, con un aspetto inquietante del problema: a loro soggetti - usati anche in modo malevolo - l’onere della prova della loro “innocenza” contrariamente a quanto previsto da tutti i codici di diritto dei Paesi civili, dove la prova è a carico dell’accusa.
Nessuno pensi di essere esente da un problema del genere: siamo tutti potenzialmente vittime del primo malintenzionato che con l’ausilio della IA può accedere a nostri dati anche parziali e intervenire a modificarli creando simulacri di realtà dove metterci alla berlina o peggio.
Già a sua epoca, quando esplose il fenomeno Facebook (e quindi parlo dei primi anni ‘90) cercai di mettere in guardia le persone dal pubblicare pezzi o informazioni della loro vita privata su quella bacheca digitale aperta a miliardi di potenziali lettori, e non è detto che fossero tutti ben intenzionati. La risposta che ricevetti immancabilmente era sempre la stessa:”ma è così comodo”. Per fare cosa? Risposte non pervenute. Era - e ancora oggi è – solo un problema di vanagloria, di vanità, di far vedere che in fondo si esiste. Tanto è vero che quando dici che non vuoi essere su WhatsApp, su Facebook, ecc. ti guardano come un paria. Poi quando si ritrovano la casa svaligiata solo perché “ti sei vantato sul social delle tue splendide vacanze che stai trascorrendo nei posti esotici”, si svegliano dalla “sbronza di apparire” e piangono i beni perduti…



Prosegue l'iniziativa Osservatorio Attacchi Digitali in Italia

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L'edizione 2026 OAD (Osservatorio Attacchi Digitali in Italia), supportata anche dal patrocinio dell'ANIPA, rappresenta una profonda evoluzione dell'iniziativa, completamente ripensata e riprogettata per renderla ancora più utile, accessibile e concreta per chi opera o decide nell'ambito della sicurezza digitale. Tale ripensamento ha prodotto un miglioramento ed ammodernamento del sito web oadweb.it, anche da un punto di vista grafico, e la riprogettazione, anche come contenuti, del questionario online.

L'inquadramento generale dell'iniziativa è disponibile alla pagina: https://www.oadweb.it/it/oad-2026.html

L'evoluzione di OAD da semplice indagine online a ecosistema aperto e collaborativo per la diffusione della cultura della sicurezza digitale è descritta in: https://www.oadweb.it/it/perche-oad.html 

Tra le principali novità dell'edizione 2026:

• questionario profondamente semplificato (circa 1/3 delle domande delle precedenti edizioni) e più rapido da compilare;
• nuova interfaccia completamente responsive, accessibile da PC, tablet e smartphone;
• controlli avanzati per ridurre gli errori di compilazione nelle domande multi risposte;
• macro-valutazione del livello di sicurezza digitale per chi completa anche la sezione opzionale sulle misure di sicurezza, con riepilogo personalizzato e scaricabile delle principali criticità emerse.

Con il patrocinio ai Nostri Soci è disponibile una serie di servizi gratuiti ad alto valore aggiunto:

• accesso gratuito a due corsi online AICA dedicati alla Cyber Security e all'Intelligenza Artificiale, nella logica dell'utente finale;
• agevolazioni sul servizio AICA eCF di autovalutazione delle competenze ICT;
• accesso alla community OAD su LinkedIn, dedicata al confronto continuo tra professionisti, imprese, consulenti, operatori ICT e soggetti interessati ai temi della sicurezza digitale.

Chi interessato può prendere direttamente contatto scrivendo a: anipa@anipa.it o contattare i referenti disponibili nella sezione "Contatti" del ns. sito.

 



Cordiali saluti

Il Presidente ANIPA
Raffaele PINTO