Prosegue l'iniziativa Osservatorio Attacchi Digitali in Italia

L'edizione 2026 OAD (Osservatorio Attacchi Digitali in Italia), supportata anche dal patrocinio dell'ANIPA, rappresenta una profonda evoluzione dell'iniziativa, completamente ripensata e riprogettata per renderla ancora più utile, accessibile e concreta per chi opera o decide nell'ambito della sicurezza digitale. Tale ripensamento ha prodotto un miglioramento ed ammodernamento del sito web oadweb.it, anche da un punto di vista grafico, e la riprogettazione, anche come contenuti, del questionario online.
L'inquadramento generale dell'iniziativa è disponibile alla pagina: https://www.oadweb.it/it/oad-2026.html
L'evoluzione di OAD da semplice indagine online a ecosistema aperto e collaborativo per la diffusione della cultura della sicurezza digitale è descritta in: https://www.oadweb.it/it/perche-oad.html
Tra le principali novità dell'edizione 2026:
• questionario profondamente semplificato (circa 1/3 delle domande delle precedenti edizioni) e più rapido da compilare;
• nuova interfaccia completamente responsive, accessibile da PC, tablet e smartphone;
• controlli avanzati per ridurre gli errori di compilazione nelle domande multi risposte;
• macro-valutazione del livello di sicurezza digitale per chi completa anche la sezione opzionale sulle misure di sicurezza, con riepilogo personalizzato e scaricabile delle principali criticità emerse.
Con il patrocinio ai Nostri Soci è disponibile una serie di servizi gratuiti ad alto valore aggiunto:
• accesso gratuito a due corsi online AICA dedicati alla Cyber Security e all'Intelligenza Artificiale, nella logica dell'utente finale;
• agevolazioni sul servizio AICA eCF di autovalutazione delle competenze ICT;
• accesso alla community OAD su LinkedIn, dedicata al confronto continuo tra professionisti, imprese, consulenti, operatori ICT e soggetti interessati ai temi della sicurezza digitale.
Chi interessato può prendere direttamente contatto scrivendo a:
Intelligenza Artificiale = Ignoranza Reale (3° Parte)

Proseguono sotto le riflessioni precedenti di:
"Intelligenza Artificiale = Ignoranza Reale (1° Parte)";
"Intelligenza Artificiale = Ignoranza Reale (2° Parte)"
con la terza parte.
In questi ultimi mesi, si è accesa una luce critica nei confronti della AI in contrasto agli articoli osannanti al miracolo della computerizzazione che avrebbe reso inutile “l’umano”.
Sono voci ancora flebili e non riportate e rimbalzate tra i vari media probabilmente perché non ne capiscono neanche il tema di base, ma molto probabilmente perché dal punto di vista di chi sostiene la IA a spada tratta, chi si oppone alla vulgata è sempre un negazionista, dei grandi benefici della IA in questo specifico caso.
Fissato il punto cruciale che ogni IA in realtà è un coacervo di istruzioni e di vincoli introdotti dai team che concorrono allo sviluppo di quella specifica IA, è da focalizzare l’attenzione anche su come questa AI viene “addestrata” e su quale mole di dati, documenti, immagini ecc. presi da quali fonti e scritte in quali lingue.
Soprattutto la domanda è: censurando quanta e quale parte dell’informazione, oscurando o modificando quanta e quale parte dell’immagine, del filmato, ecc. La esperienza di questi ultimi tempi - che hanno visto anche politici coinvolti in filmati “creati” ad hoc dalla IA e di cui i soggetti hanno rinnegato il contenuto e minacciato azioni legali - apre solo un piccolo spiraglio sul fatto che una IA può rispondere a comandi “malevoli” senza che i diretti interessati possano difendersi se non a posteriori, con un aspetto inquietante del problema: a loro soggetti - usati anche in modo malevolo - l’onere della prova della loro “innocenza” contrariamente a quanto previsto da tutti i codici di diritto dei Paesi civili, dove la prova è a carico dell’accusa.
Nessuno pensi di essere esente da un problema del genere: siamo tutti potenzialmente vittime del primo malintenzionato che con l’ausilio della IA può accedere a nostri dati anche parziali e intervenire a modificarli creando simulacri di realtà dove metterci alla berlina o peggio.
Già a sua epoca, quando esplose il fenomeno Facebook (e quindi parlo dei primi anni ‘90) cercai di mettere in guardia le persone dal pubblicare pezzi o informazioni della loro vita privata su quella bacheca digitale aperta a miliardi di potenziali lettori, e non è detto che fossero tutti ben intenzionati. La risposta che ricevetti immancabilmente era sempre la stessa:”ma è così comodo”. Per fare cosa? Risposte non pervenute. Era - e ancora oggi è – solo un problema di vanagloria, di vanità, di far vedere che in fondo si esiste. Tanto è vero che quando dici che non vuoi essere su WhatsApp, su Facebook, ecc. ti guardano come un paria. Poi quando si ritrovano la casa svaligiata solo perché “ti sei vantato sul social delle tue splendide vacanze che stai trascorrendo nei posti esotici”, si svegliano dalla “sbronza di apparire” e piangono i beni perduti…
Annuncio Conferenza Nazionale GDPR Day 2026
Conferenza Nazionale GDPR Day 2026: data, location e tante novità
Appuntamento il 29 Ottobre a Bologna, al Grand Tour Italia
A pochi mesi dall’edizione 2025 (qui il video), il Club Nazionale Cyberprotection annuncia la nuova data della Conferenza Nazionale GDPR Day, giunta alla sua 16esima edizione. L’appuntamento è giovedì 29 ottobre, nella cornice del Grand Tour Italia di Bologna, città che, come ogni anno, vedrà convergere professionisti da tutte le regioni d’Italia.
Tra i primi autorevoli interventi già confermati, la partecipazione di una figura Head of Data Protection & Information Security di una grande azienda, che interverrà in una tavola rotonda composta da CISO e che porterà una testimonianza diretta su approcci, modelli organizzativi e sfide operative connesse alla protezione dei dati personali e alla sicurezza delle informazioni in contesti industriali complessi.
Per l’edizione 2026 hanno già confermato la loro partecipazione, in qualità di Platinum Sponsor, Privacy Evo, Seeweb e Momit, tutte aziende anche Supporter Sponsor del Club Nazionale Cyberprotection. In particolare, Privacy Evo rinnova il proprio impegno a fianco del GDPR Day per il quarto anno consecutivo, confermando una collaborazione continuativa e fortemente orientata alla diffusione della cultura sulla protezione dei dati.
L’Agenda sarà arricchita già nelle prossime settimane, integrando contributi specialistici e approfondimenti verticali. Anche per l’edizione 2026, il GDPR Day sarà un momento di aggiornamento qualificato e di confronto operativo sui temi della Privacy, della Data Protection e della Cyber Security, rivolto a imprese, pubbliche amministrazioni e professionisti, tutti chiamati a rispondere alle sfide sempre crescenti della protezione dei dati e delle informazioni.
Nell’area espositiva, largo spazio è dedicato alle associazioni di settore, con l’obiettivo di sostenere la diffusione della cultura giuridica e della protezione dei dati personali. Tra queste, Privacy Academy, associazione dedicata alla formazione e approfondimento sui temi della privacy, e AboutPrivacy, particolarmente attiva nella tutela dei minori.
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