Venerdì, 10-09-2010
IDC CIO Conference 2008: conoscere, misurare ed accrescere il valore del CIO in Azienda Stampa E-mail
Mercoledì 21 Maggio 2008 01:00

idc_15052008.jpg

 A Milano giovedì 15 maggio 2008 presso l'auditorium del Milan Marriot Hotel si è tenuta la CIO Conference 2008 , evento organizzato da IDC Italia con l'obiettivo di comprendere quale sia la maniera più efficiente di gestire il rapporto tra CIO (Chief Information Officer) e LOB (line of business) alla luce dell'innovazione ed evoluzione delle tecnologie e dei nuovi modelli di business da esse generati.

 A Milano giovedì 15 maggio 2008 presso l'auditorium del Milan Marriot Hotel si è tenuta la CIO Conference 2008, evento organizzato da IDC Italia con l'obiettivo di comprendere quale sia la maniera più efficiente di gestire il rapporto tra CIO (Chief Information Officer) e LOB (line of business) alla luce dell'innovazione ed evoluzione delle tecnologie e dei nuovi modelli di business da esse generati.

Per quanto riguarda il legame dei CIO con i manager delle altre unità organizzative dell'impresa (line of business) è importante che da parte di queste ultime ci sia sensibilità ed apertura culturale. Le Line of Business rappresentano i "clienti" interni della Direzione ICT ed è fondamentale che i manager delle Line of Business instaurino un dialogo ed un confronto continuo con i CIO, nella reale consapevolezza del ruolo sempre più importante e strategico svolto dall'ICT.

 Il confronto che ha visto la partecipazione e la testimonianza, oltre che dei vertici IDC, anche dei CIO di primarie Aziende Italiane ed internazionali nonché della Pubblica Amministrazione, ha posto il focus sul ruolo, non sempre facile, del CIO all'interno dell'Azienda con l'intento di far emergere le probabili tendenze tecnologiche e strategiche del  futuro. In merito a questo argomento si segnala l'interessante articolo " Tanti auguri, CIO! E' il tuo momento " di Stefano Uberti Foppa Direttore Responsabile della rivista ZeroUno, che peraltro ha preso parte alla tavola rotonda "Quali sono i modelli e le tecnologie più diffuse in Italia per l'innovazione". 

Il Vice Presidente di IDC Italia Ezio Viola e gli interventi successivi hanno illustrato i risultati della ricerca condotta da  IDC sul "CIO Survery 2008" ed in questo contesto si è parlato di outsourcing, strategic-sourcing ed offshoring.

La tendenza attuale è quella di analizzare, ridisegnare i processi operativi e produttivi interni all'Azienda con l'intento di valutare l'intera filiera produttiva identificando quali settori possono essere esternalizzati con l'intento di ridurne i costi e migliorarne la produttività e la flessibilità. In questo contesto deve cambiare anche il rapporto cliente-fornitore in un'ottica di "partnership" in cui il Fornitore deve condividere obiettivi e risultati portando soluzioni innovative al fine di servire meglio i Clienti.

Gli affidamenti in outsourcing stanno quindi aumentando, la soddisfazione dei servizi erogati è in crescita, ma si sta chiedendo all'outsourcer di essere sempre più partecipe e propositivo anche con attività a valore aggiunto che possono essere oggetto della fornitura.

 In realtà i casi di successo hanno evidenziato i seguenti fattori comuni:

  • la scelta del Fornitore non può essere esclusivamente basata sul risparmio economico, ma in un'ottica di costo-beneficio;
  • avere poche relazioni nella fornitura, ossia pochi fornitori, è meglio;
  • la penale, che deve essere interpretata quale "minaccia" qualora si manifestino condizioni particolari nell'erogazione del servizio e non come mero adempimento amministrativo-legale, non deve richiedere troppo tempo nella realizzazione e nella verifica dei livelli di servizio ;
  • è preferibile instaurare un rapporto di partnership con obiettivi e risultati condivisi, anche quelli economici, piuttosto che rapporti "freddi" Cliente-Fornitore che alcune volte determinano "conflittualità";
  • definire un piano di pagamento in correlazione con quello produttivo in modo da dilazionare i pagamenti in funzione dello stato avanzamento lavori solo quando i progetti diventano produttivi;
  • per quanto riguarda il team IT interno all'Azienda non può essere basato esclusivamente sul CIO, bensì su una struttura ben organizzata e qualificata con competenze forti;
  • importante sapere miscelare flessibilità e risposte rapide in funzione delle richieste;
  • la rotazione del Personale a parità di competenze, determina più distensione, miglioramento del clima lavorativo e meno attriti e quindi migliori risultati.

 Il mondo sta cambiando, il WEB 2.0 è ormai una realtà e quindi obiettivi aziendali quali l'aumento della collaborazione, il miglioramento del customer service e l'innovazione stanno motivando lo sviluppo e la diffusione di nuovissime applicazioni che possono incorporare tutti i tipi di attività come voce e data web-based, unified messaging, social networking, applicazioni collaborative-community. Gli Utenti stanno diventando sempre più "virtuali" attraverso l'uso di nuove tecnologie come i Wiki, i blog, mondi viruali e Rss feeds. Così Martin Hingley Chief Research Officer di IDC EMEA ha introdotto l'argomento "Come il CIO può rendere l'Azienda smart and cool grazie alla tecnologia WEB 2.0".  In sintesi l'informatica e l'IT hanno necessità di essere più dinamiche e plasmate al mondo che le circondano che richiede sempre più flessibilità e cooperazione.

Nella classifica di quale sarà il fattore trainante per il WEB 2.0 si sono collocati ai primi due posti:

  • Collaborazione interna 51%;
  • Customer service 33,3 %

mentre nella classifica degli strumenti WEB 2.0 più utilizzati sono collocati ai primi due posti:

  • Collaborative 29,2 %;
  • Social-network 24 %.

 
In questo contesto veramente interessante la presentazione  di Christian D'Aversa in merito alla SOA - Socially Oriented Architecture di PROGRESS SOFTWARE in cui è stato illustrato il vantaggio "sociale" dell'utilizzo delle nuove tecnologie in cui si integreranno servizi di natura diversa secondo logiche "federative" ed in cui ogni componente si occuperà del proprio processo senza badare agli altri con l'unico intento di dare un servizio "completo" ed "efficace" al Cliente. La visione e/o passaggio dalla logica Service Oriented Architecture  (orientata alla tecnologia) a quella Socially Oriented Architecture (orientata all'integrazione di livello strategico sulla linea di business) avrà un impatto molto forte nella società attuale e chi sarà capace di:

  • connettere in libertà; 
  • applicare le policy in real-time;
  •  controllare in real-time la semantica dei dati in modo preciso

avrà la chiave del successo dei prossimi anni.

 
In fine è chiaro che innovare costa e quindi il management è sempre restio a sostenere nuove spese ma è necessario, e qui sta il difficile, far capire che innovare significa semplificare, per cui è sempre necessario nel proprio ambito di applicazione coadiuvare l'investimento con dati che effettivamente ne misurino i benefici ed i miglioramenti. Nella logica "buy" sia il committente sia il fornitore, meglio partner tecnologico, devono condividere obiettivi, oneri ed onori. L'IT interna all'Azienda deve proporsi quale fattore di innovazione e deve distinguere chiaramente tra "governo" e "gestione" considerando il fatto che la figura "strategica" è molto ricercata sul mercato ed è difficile da trovare, così come lo sono i "talenti". La vera innovazione non arriva dal business, ma dall'intraprendenza dell'IT ed è chiaro che l'Azienda deve considerare la struttura IT come funzione da consultare sempre all'attivazione di nuove iniziative e dovrebbe ricoprire un ruolo sempre più strategico (ndr questo vale anche per la PA).

 

 
Mondo lavoro